DOMANDE E
RISPOSTE tratte dal sito
Cactus & dintorni
Sono qui riportate
alcune risposte a domande che di
frequente i neofiti si pongono.
1 D
-
Con alcune succulente non mi
riesce di ottenere semi. Come mai?
2 D
-
Come posso favorire lo sviluppo
dei miei cactus in spessore?
3 D
- Come posso entrare in contatto con
appassionati cactofili della mia
zona?
4 D
- Il mio Epiphyllum ha ormai sette
anni e non vuol saperne di fiorire.
Come devo coltivarlo?
5 D
- All'improvviso il mio cactus sta
marcendo alla base. Come posso
salvarlo?
6 D
- Devo togliere i fiori appassiti?
7 D
- Che differenza c'è tra la terra e
la sabbia in coltivazione?
8 D
- Posso usare la sabbia della
spiaggia?
9 D
- Le giovani plantule vanno
annaffiate durante l'inverno?
10 D
- Di recente ho acquistato alcuni
vasetti di Lithops, come devo
coltivarli?
11 D
- Mi è stata regalata una pianta
detta "fiore di cera" come devo
trattarla?
12 D
- A mia figlia, cui piacciono le
"caudiciformi", ho acquistato in una
fiera-esposizione un Adenium obesum,
un Ficus petiolaris, una Fockea
edulis ed una Fouquieria splendens.
Come deve contenersi per la
coltivazione, specialmente durante
l'inverno?
13 D
- Qual è il periodo migliore per
eseguire il trapianto?
14 D
- Quando posso rinvasare i miei
semenzali?
15 D
- Circa un mese fa ho seminato dei
Lithops, coprendo accuratamente i
vasetti con una pellicola
trasparente, ora i tessuti non sono
più turgidi, sembra stiano marcendo.
16 D
- Sulle mie piante ci sono dei
batuffoletti bianchi. Posso
lasciarli?
17 D
- Nello svasare una cactacea ho
notato che fra le radici c'è una
sostanza bianca. Cosa devo fare?
18 D
- Abito in Italia centrale e qualche
Mammillaria è in fiore nonostante
sia il mese di dicembre. Devo
annaffiare ed eventualmente
rinvasare?
19 D
- Posseggo alcune cactacee a
fioritura precoce che già a febbraio
presentano i boccioli florali. Posso
iniziare l'annaffiatura?
20 D
- Abito in una località di montagna
ove d'inverno si raggiungono i
-12°C. Mi piacerebbe coltivare
piante grasse che potrei collocare
in una veranda non riscaldata. Posso
sperare che non muoiano?
21 D
- Sono un principiante rimasto
colpito da quel tipo di piante
chiamate caudiciformi. Posso
trattarle tutte alla stessa maniera?
E come?
22 D
- Ho sentito parlare di innesto
ipocotile. Come si fa?
23 D
- Ho saputo che ad alcuni vivaisti
sono state sequestrate dai
Carabinieri piante di Lophophora.
E' proibito detenere tali piante a
scopo amatoriale?
24 D
- Gradirei alcuni chiarimenti
sull'obbligo di tenuta del registro
di detenzione delle piante grasse.
25 D
- Vorrei conseguire il patentino per
l'acquisto dei fitofarmaci di classe
I, a chi mi devo rivolgere?
26 D
- Acqua, luce e calore durante
l'inverno hanno effetto sulla
fioritura dei miei cacti?
27 D - La mia
Euphorbia obesa è fiorita, come posso sapere se trattasi
di una pianta maschio o femmina?
28 D - A
dicembre il mio Trichocereus
schickendantzi e la mia Euphorbia
erithreae hanno cominciato a
palesare dei puntini scuri, molli,
che col tempo sono aumentati di
diametro, per poi diventare solidi.
Rischio di perdere le piante? Come
le posso curare?
29
D - Abito in
una zona appenninica dove d'inverno
la temperatura minima raggiunge i -10°C, senza possibilità alcuna di
poter costruire una serra, quali
specie di piante grasse posso
coltivare senza il pericolo che
muoiano per il gelo? Gradirei,
possibilmente, un elenco
dettagliato.
30 D - Durante
l'estate ho acquistato diversi vasi
di cactus, per cui avvicinandosi
l'inverno mi si pone il problema del
loro ricovero. Mi hanno detto che
non vanno tenuti in locali
riscaldati, ma in una stanza fredda
che non ho; purtroppo dispongo
soltanto di un ampio balcone esposto
a sud-est dove però di notte la
temperatura raggiunge facilmente i
-5 -6°C. Come potrei evitare di far
morire le mie piante alle quali mi
sono affezionata?
31 D -
Dispongo di una terrazza dove ho sistemato una piccola
serra, ma non ho corrente elettrica, come potrei
risolvere il problema del riscaldamento invernale?
32 D -
Posseggo alcune succulente a vegetazione invernale che
tengo in casa, noto tuttavia una crescita stentata a
causa di un apice sempre più ridotto e di colorazione
giallastra.
33 D - Vorrei sapere, se possibile,
cosa deve fare un privato collezionista per essere in
regola con la legge.
34 D - La mia Euphorbia di quasi un
metro e mezzo presenta alla base un tratto di colore
scuro e molle, mi devo preoccupare?
°°°°°°°°°°°°°°°
1 D
- Con alcune
succulente non mi riesce di ottenere
semi. Come mai?
R
- Chiariamo le modalità della
fecondazione.
Esistono piante cleistogame come ad
esempio il genere Frailea e
Anacampseros, ove il fiore rimane
per lo più chiuso, ma la pianta si
autofeconda e produce comunque dei
semi senza intervento esterno.
Vi sono poi piante dioiche ove i
fiori maschili e femminili si
trovano su piante diverse per cui
comunemente si parla di individui
maschio e femmina (Sedum rosea,
Euphorbia obesa, Dioscorea ecc.)
Una terza categoria è costituita da
piante monoiche che portano sullo
stesso individuo fiori maschili
separati da quelli femminili, come
avviene in alcune cucurbitacee.
Ed infine una quarta categoria, la
più grande, detta impropriamente
ermafrodita (cui appartengono quasi
tutte le cactacee), i cui fiori
posseggono sia stami che carpelli
(sporofilli), per cui possono essere
fecondati facilmente. In natura,
tuttavia, l'autoimpollinazione è
rara poichè porta spesso ad un
decadimento genetico, per cui è
assai frequente l'impollinazione
incrociata, cioè fra individui
diversi.
In molti cacti, infatti,
all'apertura del fiore gli stami
portano il polline maturo, ma gli
stigmi più lunghi sono immaturi e
chiusi (fiore proterandro). Essi
giungeranno a maturazione solo dopo
che il polline si sarà disperso,
così da essere impollinati da
insetti che porteranno il polline di
altri fiori. In qualche caso gli
stigmi giungono a maturazione prima
del polline come avviene in
Weingarthia lanata (fiore
proterogino).
Avremo, perciò, piante
autocompatibili quando sono in grado
di produrre semi attraverso il
proprio polline e piante
autoincompatibili nel caso
contrario.
Pertanto l'ideale sarebbe di avere a
disposizione due piante appartenenti
a cloni diversi (cioè che non
derivino, attraverso le possibili
forme di riproduzione, da un
medesimo individuo). Prelevare il
polline maturo mediante un morbido
pennellino oppure tagliare con una
forbicina gli stami. Nel caso in
cui lo stigma non risulti maturo (a
maturazione apparirà aperto, lucido
ed appiccicoso) il polline può
essere conservato per 3-4 giorni in
una bustina. Qualora sia necessario
un periodo maggiore si può tentare
la conservazione in freezer. Dopo
aver riportato il polline a
temperatura ambiente si esegue
manualmente l'impollinazione
spalmandolo sulla stigma con
l'avvertenza che deve risultare
polverulento e non a formare piccoli
grumi. Per sicurezza questa
operazione andrebbe eseguita più di
una volta in ore diverse, e se
possibile anche in giorni diversi,
in quanto la buona riuscita dipende,
a volte, dalla temperatura.
Con fiore proterogino occorre
attendere una successiva fioritura
che potrebbe avvenire anche l'anno
successivo.
Un caso particolare è quello di
piante che non permettono, a causa
di inibitori, l'autoimpollinazione
ma si desidera comunque ottenere da
esse del seme. In questi casi si può
tentare una falsa fecondazione con
una specie incompatibile e, a
distanza di qualche ora con gli
inibitori disattivati, applicare il
polline prodotto dallo stesso fiore.
Alcune piante, come ad esempio il
genere Haworthia, presentano
difficoltà di impollinazione per il
fatto che lo stigma si trova in
profondità, per cui è indispensabile
raggiungerlo con un pennellino lungo
e sottile. Anche le Asclepiadaceae e
le Apocinaceae hanno modalità
particolari.
In caso di contemporanea presenza
sul pistillo, di polline proprio e
di soggetto estraneo, quest'ultimo
avrà la prevalenza in quanto
raggiungerà per primo la cellula
uovo che non potrà essere fecondata
una seconda volta.
2 D
-
Come posso favorire lo sviluppo
dei miei cactus in spessore?
R -
Se essi crescono in altezza ma non
in larghezza, probabilmente denotano
una mancanza di luce specialmente se
la pianta è di color verde chiaro. I
cacti durante la crescita
necessitano di molta luce e molta
aria per poter crescere robusti e
non eziolati.
3 D - Come posso
entrare in contatto con appassionati
cactofili della mia zona?
R - Ciò è possibile sia postando un
annuncio su qualche News Group, Forum, sia aderendo ad
una associazione come l'Amacactus attraverso la quale si
viene in contatto con i suoi membri.
4 D - Il mio
Epiphyllum ha ormai sette anni e non
vuol saperne di fiorire. Come devo
coltivarlo?
R
- Per poter fiorire gli Epiphyllum
devono svernare ad una temperatura
di circa 10°C. Il loro periodo di
riposo va, in genere, da metà
novembre a metà febbraio, per cui
occorre mantenere il suolo (2/3
terra, 1/3 perlite o pozzolana o
sabbia) leggermente umido ma non
zuppo. All'apparire dei boccioli
florali bagnare con concime povero
di azoto, ma ricco di fosforo,
potassio e oligoelementi. Dopo la
fioritura occorre osservare un
periodo di riposo di 3-4 settimane,
senza annaffiare e sistemando la
pianta in piena ombra. Durante la
bella stagione il posto migliore è
sotto un albero, ovvero un ambiente
luminoso ma non assolato. Bagnare e
concimare durante tutto il periodo
estivo permettendo, tuttavia, al
suolo di asciugare prima di tornare
a bagnare. Non fare uso di acqua
calcarea, qualche goccia di limone
può risultare utile per ridurre il
pH.
5 D -
All'improvviso il mio vecchio cactus
alto più di 50 cm. sta marcendo alla
base. Come posso salvarlo?
R -
Se trattasi effettivamente di
putrefazione e non di lignificazione
(normale per alcune piante in età
avanzata), occorre tagliarlo alla
base e verificare se è consistente o
molle. Nel primo caso nessun
problema. Nel secondo caso bisogna
asportare con un affilato taglierino
tutta la parte infetta, eseguendo
delle fette fino a quando non si
riscontra del tessuto sano, senza il
mino puntino scuro, (togliendo per
sicurezza qualche centimetro in più
e disinfettando la lama ad ogni
taglio). Poi si disinfetta la ferita
con una polvere anticrittogamica e
si lascia formare il callo per
alcune settimane, tenendo nel
frattempo la pianta all'ombra e
all'aria. Poi si riempie un vaso con
terriccio sabbioso e si interra la
base per non più di un centimetro.
All'occorrenza si può usare un
tutore. Spruzzare la pianta e
umidificare leggermente il terreno
fino a quando non saranno spuntate
le radici.
Occorre agire con tempestività
perchè nel momento in cui la
malattia crittogamica giunge in
prossimità della vetta la pianta è
da considerarsi perduta.
6 D - Devo
togliere i fiori appassiti?
R -
Certamente, ma senza strapparli. Se
c'è resistenza attendere qualche
giorno. Non bagnare i fiori secchi
per evitare possibili marcescenze,
meglio annaffiare dal basso.
7 D - Che
differenza c'è tra la terra e la
sabbia in coltivazione?
R -
La terra contiene nutrienti, la
sabbia invece è inerte ed ha una
mera funzione di supporto. Per cui
occorre mischiare i due elementi per
ottenere un composto ben drenato e
nutriente.
8 D - Posso usare
la sabbia della spiaggia?
R -
No! Se prima non viene lavata
accuratamente eliminando tutto il
sale. E' preferibile usare quella
di cava o di fiume, ancora meglio se
non è calcarea. Ottima la sabbia di
quarzo. La glanulometria non deve
mai essere inferiore ai due
millimetri.
9 D - Le giovani
plantule vanno annaffiate durante
l'inverno?
R - I
semenzali sono molto delicati per
cui se hanno meno di due centimetri
di diametro vanno bagnati
leggermente di tanto in tanto. La
frequenza dipende dalla temperatura
che comunque non deve essere troppo
bassa. Il suolo deve poter asciugare
velocemente.
10 D - Di recente
ho acquistato alcuni vasetti di
Lithops, come devo coltivarli?
R - I
Lithops appartengono alle Aizoaceae,
se le piante acquistate crescono su
torba, questa va sostituita. Si
immergono i vasi in acqua fino a
quando la torba non sia ben intrisa;
si tolgono le piante dal vaso e si
pongono sotto ad un rubinetto fino a
quando tutta la torba non se ne sia
andata; quindi si fanno asciugare le
radici all'ombra per qualche giorno,
dopo di che si rinvasano con un
terriccio piuttosto sabbioso (una
parte di composta per cactus, due
parti di sabbia del diametro di
circa 2-4 mm.). Questa operazione va
fatta verso aprile-maggio ed è
valida per tutte le succulente,
cactacee comprese.
Si comincia ad annaffiare, con
gradualità, verso aprile quando le
vecchie foglie appaiono secche e si
prosegue fino al momento in cui
appaiono i boccioli e comunque non
oltre fine settembre/primi di
ottobre, poi tassativamente
all'asciutto fino all'inizio di
aprile. D'estate esporre all'aria ed
al sole in modo graduale, pena il
disseccamento. D'inverno, per
sicurezza, vanno conservate ad una
temperatura minima di circa 4°C,
anche se potrebbero sopportare
temperature più basse. Temono i
marciumi, le cocciniglie e l'umidità
stagnante invernale. Si moltiplicano
impollinando due piante diverse
qualche giorno dopo l'apertura del
fiore.
11 D - Mi è stata
regalata una pianta detta "fiore di
cera" come devo trattarla?
R -
Trattasi di una Hoya, genere
appartenente alla famiglia delle
Asclepiadacee. L'ambiente di
provenienza ricorda quello della
giungla. Richiede terreno costituito
da due parti di terriccio di foglie,
una parte di torba e due parti di
sabbia grana riso. Gradisce
esposizione a mezz'ombra, molta aria
e umidità atmosferica. Temperatura
minima di 10°C (ideale 15/20°),
spesso sono coltivate come piante
d'appartamento.
12 D
- A mia figlia, cui piacciono le
"caudiciformi", ho acquistato in una
fiera-esposizione un Adenium obesum,
un Ficus petiolaris, una Fockea
edulis ed una Fouquieria splendens.
Come deve contenersi per la
coltivazione, specialmente durante
l'inverno?
R
- Queste piante hanno alla base un
rigonfiamento con funzione di organo
di riserva (caudice), questo va
tenuto fuori dal terreno ed anche se
crescerà meno correrà minori rischi
di marcescenza. Si usa lo stesso
terriccio delle cactacee (buon
drenaggio), esposizione luminosa e
aerata, temperatura minima durante
il riposo intorno ai 15°C. con
qualche spruzzatura e lieve
rinfrescata di tanto in tanto. Si
comincia ad annaffiare in modo
regolare ai primi sintomi di
risveglio vegetativo e si cessa con
l'inizio della caduta delle foglie.
13 D - Qual è il
periodo migliore per eseguire il
trapianto?
R -
Di norma il periodo migliore
coincide con la ripresa vegetativa e
cioè la primavera. Utilizzare un
terriccio non sfruttato, ben drenato
e asciutto. Non annaffiare prima di
una settimana.
14 D - Quando
posso rinvasare i miei semenzali?
R
- Normalmente verso aprile/maggio
dell'anno successivo alla semina e
mai durante il riposo. Tuttavia se i
soggetti hanno un diametro inferiore
ai 15 mm. si può attendere un altro
anno. Generi delicati ed a crescita
molto lenta come Ariocarpus,
Aztekium, Geohintonia, Blossfeldia,
Islaya ecc. non gradiscono il
trapianto, per cui è prudente
attendere almeno 3-4 anni.
15 D - Circa un
mese fa ho seminato dei Lithops,
coprendo accuratamente i vasetti con
una pellicola trasparente, ora i
tessuti non sono più turgidi, sembra
stiano marcendo.
R -
Temo, purtroppo, che ormai non ci
sia nulla da fare. Ai Lithops appena
nati andava tolta la pellicola
trasparente ed aerati, così da
ridurre l'umidità atmosferica;
occorreva anche spruzzarli con un
buon anticrittogamico.
16 D - Sulle mie
piante ci sono dei batuffoletti
bianchi. Posso lasciarli?
R -
Assolutamente no! Trattasi di
cocciniglie cotonose che succhiano
linfa alle piante arrestandone prima
la crescita e causandone in seguito
la morte. Occorre liberarsene o a
mano o mediante un prodotto
anticoccidico (ad esempio il Fenix).
17 D - Nello
svasare una cactacea ho notato che
fra le radici c'è una sostanza
bianca. Cosa devo fare?
R -
Trattasi di cocciniglie radicali,
ancor più pericolose di quelle che
appaiono sul fusto perchè più
difficili da identificare: un
sintomo può essere la stasi nella
crescita. Occorre agire in fretta:
asportare tutta la terra tenendo la
pianta sotto al rubinetto; tenere
immerse per alcuni minuti le radici
in un anticoccidico; far asciugare
le radici; rinvasare con del
terriccio nuovo e sano; attendere
una settimana prima di tornare ad
annaffiare. Queste operazioni vanno
compiute durante la stagione di
crescita, per cui per non trovarsi
in inverno con il problema suddetto
occorre effettuare un trattamento
anticoccidico in primavera ed un
altro in autunno, in coincidenza con
l'ultima annaffiatura.
18 D - Abito in
Italia centrale e qualche
Mammillaria è in fiore nonostante
sia il mese di dicembre. Devo
annaffiare ed eventualmente
rinvasare?
R -
Non fare né l'una né l'altra cosa.
In questo periodo le cactacee devono
restare asciutte anche se in fiore,
altrimenti con grande probabilità
andrai incontro a marcescenze. Le
annaffiature inizieranno verso marzo
quando la temperatura notturna si
sarà stabilizzata sugli 8°C. Anche
per il rinvaso occorre attendere
l'arrivo della primavera.
19 D - Posseggo
alcune cactacee a fioritura precoce
che già a febbraio presentano i
boccioli florali. Posso iniziare
l'annaffiatura?
R -
No. Occorre attendere, comunque, la
primavera inoltrata iniziando ad
annaffiare quando la minima notturna
è stabile intorno agli 8°C.
20 D
-
Abito in una località di montagna
ove d'inverno si raggiungono i
-12°C. Mi piacerebbe coltivare
piante grasse che potrei collocare
in una veranda non riscaldata. Posso
sperare che non muoiano?
R
- Certamente! Basta scegliere i
generi e le specie giuste. Piante
come Pediocactus, Toumeya, Uthaya,
Escobaria, Austrocactus,
Neowedermannia, ma anche molte
Opuntia, Tephrocactus, Mahuenia,
Sophora sono considerate "piante da
freddo" e quasi tutte le loro specie
gradiscono d'inverno le basse
temperature, per poter regalare
rigogliose fioriture in primavera.
L'elenco potrebbe allungarsi di
molto se andiamo a scegliere le
specie di generi come:
Acanthocalycium klimpelianum, A.
peithscherianum, A. violaceum; Agave
Ferdinandi regis, A. filifera, A.
lechuguilla, A. mackelveyana, A.
neomexicana, A. palmeri, A.
parviflora, A. schottii, A.
toumeyana; Aloinopsis malherbei, A.
rubrolineata; Ancistrocactus
tobuschii, A. uncinatus; Aporocactus
flagelliformis; Cephalocereus
senilis; Cereus peruvianus;
Cleistocactus strausii; Echeveria
strictiflora; Echinocactus
horizontalonius, Echinocereus
dasyacanthus, E. delaetii, E.
fitchii, E. gentryi e moltissime
altre.
Quest'altro elenco considera piante
che resistono tranquillamente a
-20°C.:
Agave utahensis, A. havardiana;
Aloinopsis peersii, A. rosulata; A.
schoonesii, A. spathulata;
Dasylirion texanum; Delosperma
anulare, D. cooperi, D. nubigenum;
Dolichothele longimamma;
Echinocactus glaucus, Echinocereus
caespitosus, E. coccineus, E.
engelmannii var. chrysocentrus e
variegatus, E. viridiflorus;
Echinopsis sylvestri; Micropuntia
pigmaea; ecc.
Coltivazione: per tutto l'anno
devono godere di aria libera,
tuttavia è necessario che d'inverno
siano a secco e perciò al riparo
dalla pioggia, e in primavera tenute
al fresco e umide (cioè annaffiate).
D'estate bagnate a fondo ma solo
occasionalmente, a secco per la
maggior parte. In autunno esigono
temperature fresche con rare e
leggere annaffiature. Per alcune
specie è giocoforza ricorrere
all'innesto.
21 D - Sono un
principiante rimasto colpito da quel
tipo di piante chiamate
caudiciformi. Posso trattarle tutte
alla stessa maniera? E come?
R -
Le caudiciformi e le pachycaule sono
piante caratterizzate da un
ingrossamento basale ed appartengono
ad una quarantina di famiglie.
Alcune sopportano il freddo
invernale, altre hanno un grado di
rusticità tale da sopportare anche
qualche maltrattamento, altre infine
esigono elevate temperature anche
durante il riposo e continue
attenzioni.
Ad un principiante consiglio i
generi Kedrostis, Cyphostemma,
Pelargonium, Nolina, Pachypodium
(lamerei, geayi e saundersii),
Dioscorea, Fouquieria, Cotyledon
(specie nane). Richiedono suolo ben
drenato, quello normalmente usato
per le cactacee, aria libera,
esposizione a mezz'ombra,
temperature minime di circa 5°C
durante il riposo ed annaffiature
regolari in vegetazione (cioè avendo
cura di far asciugare il substrato
prima di annaffiare di nuovo). Si
comincia ad annaffiare quando la
pianta denota un principio di
risveglio vegetativo e si smette
quando iniziano a cadere le foglie.
Nel dubbio non annaffiare. Non usare
acqua calcarea.
22 D
- Ho
sentito parlare di innesto
ipocotile. Come si fa?
R
- L'ipocotile è quella zona che
trovasi fra la radice e i cotiledoni
di una plantula nata da poco. Il
metodo consiste nell'asportare, dopo
solo qualche mese dalla nascita, le
radici del semenzale che si desidera
innestare per utilizzare quelle
assai più robuste di un semenzale
portainnesto seminato appositamente
qualche mese prima della plantula. I
semi più indicati da utilizzare come
portainnesti sono quelli di
Pereskiopsis velutina, spathulata,
porteri, meno lo sono quelli di
Cereus peruvianus e jamacaru. Si
possono pure usare i piccoli polloni
di giovani piante di Selenicereus.
Il metodo è solo una variante del
comune innesto che di solito viene
fatto su Pereskiopsis, con la
differenza che anziché usare talee
ed eseguire l'innesto in cima, si
utilizza un semenzale di 4-5 mesi.
Ecco la procedura:
- l'operazione si esegue dai primi
di maggio fino alla metà di agosto,
in una giornata senza vento.
- Si usa una lametta da barba nuova,
liberata dal grasso e disinfettata
in alcool.
- Si asportano le radici alla marza
e i cotiledoni al portainnesto
(Pereskiopsis) nel punto ipocotile
(sotto ai cotiledoni).
- Velocemente si pone la marza sopra
al portainnesto premendo leggermente
con un dito. Occorre prestare molta
attenzione affinché i fasci del
cambio di entrambi coincidano o
almeno si intersechino, cosa che
normalmente accade decentrando
leggermente il nesto (marza) che in
tal modo si troverà vicino al bordo.
-
E'
utile, anche se non indispensabile,
applicare per uno o due giorni una
specie di cappuccio, possibilmente
trasparente, del peso di qualche
grammo così che i minuscoli fasci
vascolari possano entrare in
contatto.
- Se l'innesto riesce dopo un giorno
è completato, altrimenti si secca.
- Sistemare l'innesto in luce
indiretta e a circa 25°C.
- Per procedere correttamente
occorre acquisire una certa
manualità.
Il procedimento è utilizzabile
soprattutto con piante a radice
fittonante, altrimenti meglio usare
talee di Pereskiopsis lunghe una
decina di centimetri, alle quali si
taglia l'apice nel punto in cui il
diametro è di 3-5 mm. Non è
necessario che il portainnesto sia
radicato, ciò può avvenire in
seguito ad innesto avvenuto.
23 D - Ho saputo
che ad alcuni vivaisti sono state
sequestrate dai Carabinieri piante
di Lophophora. E' proibito detenere
tali piante a scopo amatoriale?
R -
L'operato dei Carabinieri fa
riferimento alla legge in materia di
stupefacenti e sostanze psicotrope.
L'art. 13 della legge dispone che
dette sostanze vengano elencate in
apposite tabelle, distinte per grado
di tossicità (art. 14). Nella
tabella I, di cui al D.M. 27.7.92,
fra le varie sostanze comprende il
peyotl e la mescalina. L'art. 26
stabilisce il divieto di
coltivazione e produzione di piante
contenenti sostanze stupefacenti.
L'art. 73 stabilisce sanzioni penali
ed amministrative alquanto pesanti:
chiunque senza autorizzazione (di
cui all'art. 17) coltiva, produce,
fabbrica.... omissis ...o comunque
illecitamente detiene sostanze
stupefacenti o psicotrope di cui
alla tabella I e III è punito con la
reclusione da 8 a 20 anni e con
multe da 50 a 500 milioni di lire.
Tali pene sono mitigate con la
reclusione da 1 a 6 anni e con multa
da 5 a 50 milioni di lire se le
modalità, le circostanze o la
qualità e quantità sono di lieve
entità.
Questa è la legge, ma se passiamo
alla sua interpretazione da parte
della Magistratura, avvertiamo
notevoli divisioni. La Cassazione ha
anche di recente ribadito che
considera reato la coltivazione, a
prescindere dalla qualità e
quantità, in quanto ritiene che la
norma intenda tutelare la salute
pubblica attraverso il divieto di
diffusione di tali piante. Alcuni
giudici considerano decisiva la
quantità, per cui non c'è reato se
la stessa non è sufficiente a
produrre effetti dopanti. Altre
decisioni fanno invece distinzione
fra la coltivazione agraria e quella
domestica, considerando quest'ultima
lecita.
Pertanto la cosa è alquanto seria e
va considerata con molta attenzione
e la dovuta cautela.
24 D - Gradirei
alcuni chiarimenti sull'obbligo di
tenuta del registro di detenzione
delle piante grasse.
Il
decreto 22.02.2001 all'art. 1 recita
come segue:
1).....omissis.....E' istituito il
registro di detenzione degli
esemplari di specie animali e
vegetali previsto dall'art. 5, comma
5-bis, della legge 7.02.92 n.150. Il
registro si riferisce agli esemplari
vivi o morti, di specie animali e
vegetali e alle parti di specie
animali e vegetali, inclusi negli
allegati A e B del regolamento (CE)
n. 338/97 del Consiglio del 9 .12.96
e successive attuazioni e
modificazioni ....omissis.... con
l'esclusione di esemplari di specie
vegetali riprodotte artificialmente
incluse nell'Allegato B del
regolamento (CE) n. 338/97 e
successive attuazioni e
modificazioni.
.....omissis.....
6) Sono tenuti alla compilazione del
registro i seguenti soggetti:
....omissis....
b) gli allevatori di esemplari vivi
animali e vegetali ..... omissis....
c) chiunque utilizzi esemplari a
scopo di lucro, svolga forme di
commercio o di scambio o cessione di
qualsiasi natura e titolo
....omissis.....
REGOLAMENTO (CE) n. 338/97 del
9.12.96 relativo alla protezione di
specie della flora e della fauna
selvatiche mediante il controllo del
loro commercio.
Rientrano nell'allegato A le specie
descritte in
Appendice I Cites, e
nell'Allegato B quelle elencate in
Appendice II Cites.
In Italia la funzione di
sorveglianza, controllo, e
distribuzione dei registri è svolta
dal Corpo Forestale dello Stato.
Pertanto non ha l'obbligo di
tenere il registro chi detiene ed alleva animali e
piante a fini non commerciali, non fa scambio, permuta,
o locazione degli stessi e/o degli esemplari ottenuti.
25 D - Vorrei
conseguire il patentino per
l'acquisto dei fitofarmaci di classe
I, a chi mi devo rivolgere?
R
- Il patentino è rilasciato dai
Servizi Provinciali Agricoltura
Foreste e Alimentazione (SPAFA) che
ne cura il corso e l'esame. Una
volta conseguito è assoggettato al
pagamento di una tassa annuale di
circa 20 €. L'indirizzo SPAFA,
solitamente situato in ambito
provinciale, è rilevabile nelle
pagine bianche del telefono alla
voce Regione settore Agricoltura.
Il seguente URL fornisce il link ad
un sito contenente i tests per
l'acquisizione del patentino:
http://www.fitogest.com/patentino.cfm
26 D - Acqua,
luce e calore durante l'inverno
hanno effetto sulla fioritura dei
miei cacti?
R -
Certamente. Durante il riposo
invernale i cacti prediligono,
tranne poche eccezioni, una
temperatura di circa 6°C., assenza
di annaffiature, buona illuminazione
(non sempre indispensabile). Se la
temperatura dovesse salire per
lunghi periodi a 18-20° C., si
dovrebbe annaffiare, in tal caso le
piante entrerebbero in vegetazione,
per cui non godendo del necessario
periodo di stasi non fiorirebbero
l'anno successivo.
27 D - La mia
Euphorbia obesa è fiorita, come posso sapere se trattasi
di una pianta maschio o femmina?
R
- Se il fiore ha lo stame costituito
dal filamento e dall'antera
contenente il polline ed il fiore
dura un giorno, la pianta è maschio;
se invece è presente il pistillo con
in cima lo stigma a 3 lobi bifidi ed
il fiore dura più giorni, trattasi
di una femmina.
28 D - A dicembre
il mio Trichocereus schickendantzi e
la mia Euphorbia erithreae hanno
cominciato a palesare dei puntini
scuri, molli, che col tempo sono
aumentati di diametro, per poi
diventare solidi. Rischio di perdere
le piante? Come le posso curare?
R
- Fare diagnosi a distanza, senza
poter vedere le piante, è sempre
assai difficile. In prima
approssimazione direi che hanno
subito un attacco da funghi, a
quanto sembra neppure molto
aggressivo, che non dovrebbe mettere
in discussione la sopravvivenza
delle piante.
Per il momento consiglio di
aspergere le piante con ossicloruro
di rame da somministrare in polvere
o in soluzione. A primavera, quando
le piante saranno di nuovo in
vegetazione, andranno annaffiate con
un anticrittogamico sistemico tipo
Aliette, Previcur o a base di
Propamocarb.
A puro titolo informativo fornisco
questi ulteriori consigli. Se la
malattia dovesse malauguratamente
progredire si renderebbe necessaria
l'asportazione della parte del
tronco malato fino a quando, dopo
successivi tagli, non si riscontri
del tessuto perfettamente sano,
senza alcun puntino scuro. E'
fondamentale stabilire se
l'infezione proviene dall'alto o dal
basso. Ad ogni taglio è
indispensabile disinfettare
l'attrezzo usato con alcool. Infine
si sparge sulla ferita 2 parti di
zolfo ramato ed una parte di carbone
in polvere. Se la parte asportata è
l'apice, la pianta emetterà nuovi
getti; se invece ad essere stata
eliminata è quella basale, la parte
sana si fa radicare come fosse una
talea.
Nel caso in cui l'infezione fungina,
attraverso i fasci vascolari, abbia
invaso tutta la pianta, ovvero nel
caso in cui l'infezione sia di
origine virale, purtroppo non ci
sono rimedi e la pianta è destinata
a sicura morte. Per questi motivi
contro le malattie crittogamiche la
cura deve essere eminentemente
preventiva: un trattamento
primaverile ed uno autunnale con
prodotti che agiscano per contatto e in modo
sistemico, cioè dall'interno.
29 D - Abito in
una zona appenninica dove d'inverno
la temperatura minima raggiunge a volte i -10°C, senza possibilità alcuna di
poter costruire una serra, quali
specie di piante grasse posso
coltivare senza il pericolo che
muoiano per il gelo? Gradirei,
possibilmente, un elenco
dettagliato.
R
- Le piante che può coltivare sono
moltissime, eccole un elenco in
ordine alfabetico. Queste piante possono resistere a
temperature piuttosto basse a patto che le radici
vengano protette dalla pioggia, e tenute rigorosamente a
secco. Vedi anche risposta n. 20 in tema di
coltivazione.
Acanthocalycium klimpelianum, A. peitscherianum, A. violaceum; Agave Ferdinandi regis, A. filifera, A.
franzosinii, A. havardiana, A.
lechuguilla, A. mckelveyana, A.
mexicana, A. palmeri, A. parviflora,
A. schottii, A. toumeyana, A.
utahensis; Carnegiea gigantea;
Cephalocereus senilis; Cereus
peruvianus; Chamaecereus silvestrii;
Cleistocactus areolatus, C.
strausii; Conophytum
minutum;Coryphantha compacta; C.
echinus, C.f ragrans, C.
gladiispina, C. lauii, C. obscura,
C. ramillosa, C. runyonii, C.
scheerii, C. sulcata; Cylindropuntia
clavata; Dasylirion texanum, D.
wheeleri; Delosperma anulare, D.
cooperi, D. echinatum, D. nubigenum;
Denmoza rhodacantha; Dolichothele
longimamma; Echeveria strictiflora;
Echinocactus glaucus, E. grusonii,
E. horizonthalonius, E. ingens, E.
polycephalus, E. xeranthemoides;
Echinocereus adustus, E.
berlandieri, E. blanckii, E.
bristolii, E. caespitosus, E.
chloranthus, E. coccineus, E.
dasyacanthus, E. delaetii, E.
ehrembergii, E. engelmannii, E.
fendleri, E. fitchii, E. gentryi, E.
knippelianus, E. lauii, E. ledingii,
E. leonensis, E. lloydii, E.
longisetus, E. melanocentrus, E.
mojavensis, E. palmeri, E.
paucispinus, E. pectinatus, E.
polyacanthus, E. poselgeri, E.
reichenbachii, E. rigidissimus, E.
scheeri, E. schmollii, E.
stramineus, E. triglochidiatus, E.
viridiflorus; Echinomastus
dasyacanthus, E. johnsonii, E.
mariposensis; Echinopsis
ancistrophora, E. calochlora, E.
eyriesii, E. oxygona, E. ritteri, E.
shaferi, E. silvestri, E. turbinata,
E. valida, E. violacea; Epithelantha
micromeris; Escobaria chaffeyi, E.
dasyacantha, E. duncanii, E.
guadalupensis, E. esteri, E.
laredoi, E. leei, E. missouriensis,
E. orcuttii. E. organensis, E.
roseana, E. sandbergii, E. sneedii,
E. tuberculosa, E. variicolor, E.
vivipara; Espostoa lanata; Euphorbia
bergeriana; Ferocactus acanthodes,
F. emoryi, F. hystrix, F. johnsonii,
F. wislizeni; Glottiphyllum
linguiforme; Gymnocalycium
brachypetalum, G. bruchii, G.
calochlorum, G. damsii, G. gibbosum,
G. mazanense, G. saglionis, G.
schatzlianum, G. schickendantzii, G.
spegazzinii, G. tilcarense;
Hamatocactus hamatacanthus, H.
setispinus; Harrisia jusbertii, H.
martinii, H. tortuosa; Haworthia
atrovirens, H. fasciata; Hesperaloe
parviflora; Hibervillea tenuisecta;
Lemaireocereus dumortieri, L.
thurberi; Lobivia aurea, L. bruchii,
L. famatimensis, L. ferox, L.
haematantha, L. maximilliana,
L.pentandli, L.williamsii;
Machaerocereus eruca; Maihuenia
poeppigii, M. tehuelches;
Mamillopsis senilis; Mammillaria
barbata, M. bocasana, M. elegans, M.
elongata, M. erythrosperma, M.
gracilis, M. grahamii, M. hahnii, M.
kunzeana, M. longiflora, M.
meiacantha, M. prolifera, M.
santaclarensis, M. tetracantha, M.
vetula, M. viridiflora, M. wrightii;
Micropuntia pygmaea; Navajoa
fickeisenii; Neobesseya
missouriensis; Neolloidia conoidea;
Neoporteria umadeave; Nolina
bigelowii, N. recurvata; Nopalea
cochenillifera, N. guatemalensis;
Notocactus allosiphon, N. concinnus,
N. mammulosus, N. ottonis, N. scopa,
N. submammulosus; Opuntia compressa,
O. fragilis, O. humifusa, O.
macrorhiza, O. scheeri, O.
strobiliformis; Oreocereus
doelzianus, O. hendriksenianus, O.
trollii; Oroya neoperuviana, O.
peruviana; Oscularia deltoides;
Othonna crassifolia; Pachycereus
pringlei; Pachyphytum bracteosum;
Parodia aureispina, P. microsperma;
Pediocactus (tutte le specie);
Pyrrhocactus bulbocalyx; Rebutia
deminuta, R. fiebrigii, R.
kupperiana, R. minuscula, R.
pseudodeminuta, R. senilis, R.
kirilowii, R. perfoliata; Sedum
(quasi tutte le specie); Stapelia
variegata; Thelocactus bicolor;
Toumeya papyracantha; Trichocereus
(quasi tuttel le specie),
Trichodiadema densum; Wilcoxia
poselgeri, W. schmollii, W.
tuberosa, W. viperina.
30 D - Durante
l'estate ho acquistato diversi vasi
di cactus, per cui avvicinandosi
l'inverno mi si pone il problema del
loro ricovero. Mi hanno detto che
non vanno tenuti in locali
riscaldati, ma in una stanza fredda
che non ho; purtroppo dispongo
soltanto di un ampio balcone esposto
a sud-est dove però di notte la
temperatura raggiunge facilmente i
-5 -6°C. Come potrei evitare di far
morire le mie piante alle quali mi
sono affezionata?
R - Il suo problema può essere risolto
addossando alla parete del suo balcone una mini-serra o
uno scaffale metallico, del tipo di quelli che si
vendono in kit nei supermercati. Mentre la mini-serra è
già fornita di una copertura, la scaffalatura andrà
ricoperta da tutti i lati con un telo di plastica,
tranne un lato dove metterà del
Tessuto Non Tessuto (TNT) al fine di
permettere il ricambio dell'aria.
Sul davanti predisporrà un telaio in
legno (ricoperto anch'esso dal telo
di plastica), con funzione di porta,
da fissare alla struttura mediante
elastici che possono essere tolti in
caso di bisogno.
Il riscaldamento sarà assicurato da
alcune lampadine, eventualmente
comandate da un timer, la cui
potenza sarà stabilita mediante
prove sulla base delle indicazioni
fornite da un termometro a massima e
minima inserito all'interno. Al
posto delle lampadine può usare un
piccolo fon per capelli. Una
soluzione assai più razionale può
essere realizzata con un piccolo
termoventilatore dotato di
termostato e posizione antigelo.
Tale congegno si mette
automaticamente in funzione quando
la temperatura scende sotto i 5°C.
Presti molta attenzione che nelle
giornate soleggiate la temperatura
non superi all'interno i 40°C., in
tal caso occorre aprire la porta per
favorire un maggiore ricambio
dell'aria. Le piante che possono
godere del sole invernale la
ripagheranno con generosissime
fioriture.
31 D
- Dispongo di una terrazza dove ho sistemato una piccola
serra, ma non ho corrente elettrica, come potrei
risolvere il problema del riscaldamento invernale?
R - Se i gradi di
temperatura da innalzare non sono molti, può utilizzare
un fornello da campeggio, alimentato da una cartuccia a
gas butano-propano. Nel caso non fosse sufficiente può
ricorrere a una piccola stufetta a gas liquido in
bombole.
32 D - Posseggo
alcune succulente a vegetazione invernale che tengo in
casa, noto tuttavia una crescita stentata a causa di un
apice sempre più ridotto e di colorazione giallastra.
R - Il suo problema è originato dalla
scarsità di luce. Dovrà illuminare le sue piante con
lampade aventi uno spettro simile alla luce solare. Tali
lampade sono in uso anche in acquariologia. Tenga
presente che la deformazione subita dalle sue piante
resterà comunque.
33 D - Vorrei
sapere, se possibile, cosa deve fare un privato
collezionista per essere in regola con legge.
R - Riporto a tale proposito quanto Paolo
Panarotto, noto vivaista, molto gentilmente ha scritto sul Forum della Cactus & Co. e che
ringrazio.