I
Mesembriantemi (fiori
di mezzodì), costituivano in passato una famiglia a sè stante (Mesembryanthemaceae),
ora sono affluiti nell'ambito della più ampia famiglia delle Aizoaceae
riuniti, per lo più, nella sottofamiglia delle Ruschioideae. Si
differenziano
a
seconda
della
forma
e
delle
dimensioni,
che
possono
raggiungere:
solo
qualche
centimetro
o
alcuni
metri.
In
natura,
di
norma,
vegetano
d'inverno
in
occasione
della
stagione
delle
piogge
formando
spesso
dei
cespi.
Alcuni
conservano
le
riserve
d'acqua
durante
la
secca
estiva,
cadendo
in
una
forma
di
letargo,
altri
utilizzano
l'umidità
contenuta
nelle
vecchie
foglie
per
crearne
di
nuove,
altri
ancora
accumulano
l'acqua
nelle
radici
a
fittone,
oppure
si
ritirano
sotto
terra.
Le
specie
arbustive
sono
perenni,
mentre
quelle
annuali
completano
il
ciclo
vitale
in
coincidenza
del
periodo
delle
piogge
e
si
rigenerano
attraverso
i
semi.
In
Sudafrica
i Mesembriantemi si
trovano
un
pò
dappertutto,
ma
la
concentrazione
maggiore
si
registra
nel
Karoo
con
piogge
invernali.
Salendo
verso
nord
s'incontrano
zone
a
piovosità
estiva,
per
cui
i
Mesembriantemi
si
fanno
più
rari,
per
scomparire
quasi
completamente
nella
Provincia
del
Nord.
Sono
tuttavia
presenti
sui
rilievi
orientali
fino
in
Etiopia,
Somalia,
penisola
Arabica.
Non
mancano
alcune
presenze
in
Australia.
I
fiori
possono
essere
solitari
o
sotto
forma
di
infiorescenze,
sono
vistosi
e
luccicanti
per
attirare
gli
insetti
pronubi.
La
fioritura
avviene,
per
la
stragrande
maggioranza,
in
primavera
e
dura
mediamente
da
3
a
4
settimane.
Le
ore
preferite
per
l'apertura
dei
fiori
sono
quelle
intorno
a
mezzogiorno
anche
se
specie
come
Faucaria,
Lithops,
Pleiospilos,
Stomatium,
Hereroa,
preferiscono
il
tardo
pomeriggio
o
la
prima
sera.
I
frutti
sono
capsule,
per
lo
più
secche,
a
più
loculi.
Molti
di
essi
hanno
la
capacità
di
aprirsi
se
bagnati
e
di
richiudersi
se
asciutti
(igrocasia),
la
qualcosa
permette
anche
la
dispersione
dei
semi
a
distanza.
Alcuni
generi
affidano
al
vento
questo
compito.
Nananthus,
Delosperma
e
Aptenia
lasciano
che
i
semi
cadano
semplicemente.
I
semi
dei
Mesembriantemi
non
presentano
difficoltà
di
germinazione
se
affidati
ad
un
suolo
sabbioso
e
adeguatamente
drenato.
In
certi
casi
possono
essere
presenti
delle
sostanze
che
non
permettono
la
vegetazione
spontanea
ovvero
quella
contemporanea
per
tutti
i
semi.
Dal
momento
in
cui
compare
il
secondo
paio
di
foglie
la
pianta
è
autonoma
e
cresce
in
fretta
divenendo
succulenta.
Alcune
producono
radici
tuberose
come
accade
a
Mestoklema
tuberosum.
Alcuni
generi
come
Conophytum
e
Lithops
usano
difendersi
mimetizzandosi
nel
terreno,
altri
crescono
su
pareti
scoscese.
Ci
sono
piante
che
presentano
spine
sulle
capsule
o
sulle
infiorescenze,
ovvero
provvedono
a
tenere
lontani
gli
animali
mediante
accumulo
di
prodotti
tossici.
La
coltivazione
dei mesembriantemi
è
un'arte
che
si
apprende
con
l'esperienza
facendo
tesoro
degli
errori
commessi.
La
propagazione
è
fondamentale
per
la
conservazione
delle
specie,
specialmente
di
quelle
più
rare,
ciò
può
avvenire
per
talea
o
per
seme.
Quanto
più
il
clima
offerto
si
avvicina
a
quello
naturale,
tanto
maggiori
saranno
le
possibilità
di
successo,
a
meno
che
la
riproduzione
non
avvenga
in
serra.
Per
la
propagazione
da
seme
può
risultare
utile
un
germinatoio
fornito
di
coperchio
trasparente.
Anche
se
molte
semine
possono
essere
fatte
in
qualsiasi
periodo
dell'anno
è
preferibile
rispettare
i
ritmi
naturali.
I
Mesembriantemi
provenienti
da
zone
con
precipitazioni
invernali
andrebbero
seminati
in
autunno
-
inverno
allorché
l'illuminazione
è
più
breve
e
minore
l'umidità
del
substrato.
I
generi
della
regione
del
Capo
Orientale
e
di
quello
Meridionale
come
Glottyphyllum
e
Faucaria
che
ricevono
piogge
sia
in
estate
che
d'inverno
possono
essere
seminati
in
qualunque
stagione.
I
semi
sono
sensibili
alle
malattie
da
funghi
(Phytium),
per
cui
è
buona
norma
inserirli
in
una
scatolina
o
bustina
dove
è
stato
messo
un
fungicida
in
polvere
(ad
esempio
Ziram,
benzimidazolici).
Per
la
semina
sono
molto
indicati
vasi
da
8-10
cm
di
lato,
i
quali
vanno
previamente
disinfettati
e
poi
riempiti
fino
ad
un
centimetro
dall'orlo
con
una
miscela,
anch'essa
disinfettata,
costituita
da
2
parti
di
sabbia,
1
parte
di
suolo
per
acidofile,
1
parte
di
terra
da
giardino
passata
allo
staccio
avente
le
maglie
di
3
mm.
Alcune
specie
come
Argyroderma,
Gibbaeum,
Pleiospilos
e
Lithops
gradiscono
meno
sostanza
organica.
La
germinazione
avviene
in
meno
di
20
giorni
ad
una
temperatura
di
16-24°C
e
con
ombreggiatura
al
30%.
A
nascita
avvenuta
occorre
ridurre
l'umidità
atmosferica.
La
crescita
è
influenzata
dalla
temperatura
del
suolo
e
dai
nutrienti.
Il
trapianto,
se
ritenuto
necessario,
può
essere
compiuto
ad
un
anno
di
distanza.
La
propagazione
vegetativa
può
avvenire
per
talea
sia
di
fusto
che
di
foglia,
nonché
per
stoloni,
polloni,
divisione
dei
cespi,
ma
ciò
a
cui
più
di
sovente
si
ricorre
è
la
talea
di
fusto.
I
Conophytum
radicano
meglio
se
la
talea
si
esegue
in
autunno-inverno
in
coincidenza
del
periodo
di
accrescimento.
Per
i
generi
legnosi
sono
sufficienti
talee
di
una
decina
di
centimetri,
con
taglio
eseguito
immediatamente
sotto
ad
un
internodo.
Quindi
si
piantano
le
talee
in
un
contenitore
con
sabbia
umida
e
aria
confinata.
Coltivazione
protetta.
Non
sempre
la
serra
può
risolvere
tutti
i
problemi
di
coltivazione.
La
ragione
risiede
nel
fatto
che
alcune
specie
provengono
da
zone
subtropicali,
mentre
altre
da
quelle
caldo-temperate.
Alcune
specie
devono
essere
annaffiate
in
estate,
altre
in
inverno
e
altre
ancora
per
tutto
l'anno.
Per
questo
motivo
è
necessario
conoscere
la
provenienza
e
l'habitat
di
ogni
specie
che
si
desidera
coltivare,
nonostante
che
molti
Mesembriantemi
consentano
una
buona
tolleranza.
E'
pertanto
preferibile
scegliere
piante
provenienti
da
una
stessa
regione
così
da
consentire
uniformità
di
trattamento.
Per
le
piante
che
richiedono
una
protezione
durante
la
stagione
fredda,
non
è
indispensabile
una
serra,
anche
una
struttura
provvisoria
con
copertura
in
film
plastico
o
un
cassone,
può
risultare
utile
per
una
protezione
dal
gelo
e
dalla
pioggia,
a
patto
di
riportare
le
piante
all'aperto
nella
buona
stagione.
Terriccio.
Si
può
utilizzare
la
stessa
miscela
indicata
per
la
semina,
con
aggiunta
di
farina
d'ossa.
Posizione.
Quasi
tutte
le
piante
preferiscono
il
pieno
sole,
ma
sono
assai
sensibili
alle
scottature
solari
ad
inizio
stagione,
per
tale
ragione
vanno
esposte
con
molta
gradualità.
Impollinazione.
Quasi
tutti
i
Mesembriantemi
sono
autosterili,
anche
se
bisessuali,
per
cui
occorre
utilizzare
piante
della
stessa
specie,
ma
appartenenti
a
cloni
diversi
(impollinazione
incrociata).
In
natura
questa
operazione
è
svolta
dagli
insetti.
Pochissime
specie
sono
cleistogame.
I
semi
si
raccolgono
una
volta
che
le
capsule
sono
seccate.
Si
possono
utilizzare
due
tecniche:
una
è
quella
di
bagnare
le
capsule
così
da
permettere
la
fuoriuscita
naturale
dei
semi;
l'altro
metodo
consiste
nel
metterle
fra
due
fogli
di
carta
pesante
e
frantumarle
con
un
oggetto
contundente.
I
semi
si
conservano
in
luogo
asciutto
e
restano
vitali
per
diversi
anni,
specialmente
se
conservati
in
ambiente
fresco
fra
i
3
e
i
10°C
(frigo).
Irrigazione.
I
mesembriantemi
tollerano
periodi
anche
lunghi
di
asciutto,
ma
prosperano
se
occasionalmente
bagnati
in
abbondanza e nebulizzati di frequente nelle ore più calde con acqua a
temperatura ambiente.
Se
le
foglie
tendono
a
raggrinzire
è
sintomo
di
bisogno
d'acqua.
La
frequenza
delle
irrigazioni
dipende
dall'andamento
stagionale,
temperatura,
umidità,
composizione
del
suolo,
contenitore.
Non
si
annaffia
durante
il
riposo.
Parassiti.
Molte
malattie
si
possono
prevenire
curando
l'igiene
dei
luoghi
ove
le
piante
sono
ospitate,
nonché
i
contenitori
e
gli
attrezzi
di
uso
normale.
Se
si
nota
un
attacco
fungino
o
da
muffe
occorre
intervenire
con
sollecitudine
per
evitare
l'espandersi
dell'infezione.
Anche
la
moria
dei
semenzali
ed
il
marciume
molle
sono
dovuti
ad
un
fungo
da
combattere
con
prodotti
appropriati
(ad
esempio
Ziram,
Iprodione).
Controllare
di
frequente,
anche
con
l'ausilio
di
una
lente
da
ingrandimento,
la
presenza
del
ragnetto
rosso,
nonché
degli
afidi,
cocciniglie,
bruchi
e
lumache.
Per informazioni sui singoli
generi
e
relative
specie
si
consiglia
la
lettura
del
libro
"Wygies,
le
perle
del
Veld".